L’olio buono: lo conosciamo davvero?

Esiste da secoli eppure fatichiamo a riconoscere le sue qualità, a distinguere un’eccellenza dall’altra. Lo usiamo quotidianamente per cucinare, per condire e forse lo diamo troppo per scontato. Ma l’olio, quello buono, quello italiano fa la differenza nella costruzione di una ricetta, nel condimento di un piatto di pasta, di carne, di pesce o di verdure. Fa anche la differenza per il nostro benessere e approfondire la sua conoscenza può essere un viaggio affascinante.

Cosa serve per riconoscere un olio buono? Prima di tutto la sua origine. In Italia l’olivoculttura si estende su oltre 1 milione di Ha in condizioni ambientali molto diverse. Parliamo di suolo, sistemazioni collinari, biodiversità. Poi c’è il clima che in Italia è unico, variegato e inarrivabile. A seguire sarebbe bene conoscere la gestione del suolo perchè un olio buono nasce da buone radici, ben trattate e curate. La qualità dell’olio extra-vergine di oliva parte da olive sane, integre, ad un giusto grado di maturazione. Se la pianta è sana, le sue olive saranno eccellenti. Volete saperne di più? Iscrivetevi alla nostra newsletter e proseguite il viaggio nel mondo di questo meraviglioso alimento.